Thursday, 16 March 2017

Colori

Vedi tesoro,
puoi chiamarli colori.
E basta.
Rosso giallo verde blu.
Oppure puoi dargli dei nomi piu' precisi.
Perche' i nomi sono importanti.
Sempre.
Devi farli tuoi.
I nomi.
I colori.
E i nomi dei colori.
Devi visualizzarli.
Devi crearti delle storie nella tua testa con questi nomi.
Devono vibrare.
Perche',
credimi tesoro,
il Blu Oltremare,
non e' una cosa da tutti i giorni.
Non e' per tutti.









xoxo
Elisa

Friday, 23 December 2016

...Sorridere...

"Sorridere è vivere come un'onda o una foglia, 
accettando la sorte. È morire a una forma e rinascere a un'altra. 
È accettare, accettare, se stesse e il destino". C.Pavese


Di quel tutto e di quel tanto che ogni giorno mi regali,
forse questo pensiero racchiude il senso. 
Di te.
Di noi.


A presto.

xoxo
Elisa

Monday, 19 December 2016

La valigia

Avrei dovuto iniziare oggi a preparare la valigia ma inspiegabilmente questa valigia qui non riesco a riempirla.
Troppo tempo e' passato e non so bene che cosa mi possa servire una volta in Italia; troppe cose da metterci dentro o forse in realtà vorrei lasciarla vuota per portarmi via tanto.
Non so che cosa mettere dentro quella valigia, ormai da giorni appoggiata al muro, forse perché in realtà so per certo che la', ritroverò tutto.
Tutto quello che mi e' mancato in questi anni e di cui ora ho bisogno.
E' per questo che i vestiti sono l'ultimo dei miei pensieri.

E' come se mi aspettassi una fiumana di emozioni e vorrei essere quasi inerme, spoglia di fronte ad esse; vorrei lasciami sommergere da tutto, dagli abbracci, dai sorrisi, dalle lacrime; vorrei che tutto questo mi si attaccasse addosso, che mi entrasse nelle vene per portarmelo nel cuore e nell'anima per i prossimi mesi in cui sarò nuovamente "oltre Oceano".

La mia vita e' fatta di questo. Di sentimenti che non hanno un filtro. Nascono da dentro, sono viscerali e sono quello che sono. Una certa lucidità mi nasce quando scrivo; per il resto del tempo gestisco tutto in maniera molto istintiva ed con un instabile equilibrio che viaggia sempre tra ragione, sentimento e fantasia.

Ma amo quello che sono.
Adoro le mie inquietudini, imperfezioni, sentimenti esagerati e sorrisi sguaiati.
Sanno di vita.
La mia vita.

Non vedo l'ora di ritrovare quegli abbracci sinceri che riconoscono tutto ciò.
A pelle.
Senza necessita' di parole.


Grazie a chi mi sta aspettando.

xoxo
Elisa



...ci terremo semplicemente per mano 
e andremo con passo leggero,
dicendo cose insensate, stupide e care...
-Dino Buzzati-














Thursday, 10 November 2016

A portata di click....Il mio post su Instamamme

In questi anni mi e’ capitato spesso di vedere delle vecchie fotografie, ascoltare delle storie e leggere degli articoli che raccontano  le vicende dei primi emigrati italiani in Australia, piuttosto che in Argentina o in America.

Il denominatore comune di tutte queste storie e’ la voglia di comunicare e di mantenere un legame tra il nuovo mondo ed il vecchio che e’ stato lasciato alle spalle.

Dalle vecchie alle nuove storie di emigrazione sono cambiati solo i mezzi con i quali comunicare ma la voglia e forse anche la necessita’ di raccontare e raccontarsi sono sempre le stesse.

Le lunghe lettere affidate alle navi, lasciate in balia del tempo e delle onde e che arrivavano al destinatario solo dopo molti giorni, nel periodo delle prime emigrazioni, erano l’unico mezzo con il quale raccontare del nuovo lavoro, della nuova città e della nuova vita

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xoxo
Elisa

Wednesday, 26 October 2016

Fili invisibili

Primo pomeriggio. Fa molto caldo. Arrivo a scuola.

"This is for you. So you'll remember me". 

Allunga l'esile braccio e mi porge un regalo.
Io sgrano gli occhi.
Mi commuovo.
Lei allarga le braccia ed io, in un attimo, lascio cadere ogni resistenza.
L'abbraccio e la stringo forte.

Lei e' una signora gentile.
Ha i capelli corvini, lucidi e spesso raccolti in un delicato chignon; un piccolo diamante ad impreziosire la sua narice sinistra; gli occhi grandi, neri e profondi; le mani lunghe ed affusolate; indossa sempre con eleganza e classe dei meravigliosi Sari di seta colorati; ha un buon profumo di fiori, di spezie e di cannella.
E' molto bella.
Credo lo sia sempre stata.
E' anche una nonna, vive a Mumbai. Da anni, per qualche mese, viene a Sydney per stare con la figlia e la nipotina.

Poco, di tangibile, ci accomuna: il giardino della scuola, il poco tempo trascorso li', sedute, all'ombra degli alberi, qualche chiacchiera e qualche sorriso.
Per anni, pero', i nostri sguardi  si sono incrociati, intesi e capiti.
Con i suoi occhi grandi lei ha visto dentro ai miei.
Non so che cosa ci abbia trovato.
Io so per certo che cosa ho trovato nei suoi.
Lei lo sa. Lo ha capito dal sorriso che ogni volta che la incontro sono felice di regalarle.
Lei e' un'anima gentile e bella. L'ho sempre pensato.

Per un periodo anche mi preoccupai, non vedendola più.
Capito' che una notte la sognai. Incredibilmente il giorno dopo la rividi a scuola.
Senza pensarci molto, la fermai e quasi con le lacrime agli occhi le raccontai del mio sogno.
Mi disse che era appena rientrata a Sydney dopo una lunga convalescenza a Mumbai e mi diede un bacio sulla fronte.

Ci sono dei fili invisibili che uniscono le persone e che valgono molto più di mille parole e discorsi.
Li', vi e' magia.

La nipotina il prossimo anno cambierà scuola e quartiere.
Lei per un po' rientrerà a Mumbai.
Ci teneva a farmelo sapere.
Probabilmente, da gennaio, in questa vita, non ci incontreremo più.
Forse ci scriveremo.
Ho intenzione di chiederle l'indirizzo.

Non so se lo faro'.

Forse basta cosi'.
Va bene cosi'.
E' bello cosi'.
Con il cuore l'ho gia' salutata.

Il nostro filo invisibile ci sara' sempre.
Quando un giorno la penserò intensamente lo farà pure lei. Ne sono sicura.

Le persone entrano nella nostra vita.
Si fermano per poco, tanto o un lungo periodo. Poco conta il tempo. Il valore e' in quello che ci lasciano.


Thanks.
See you lovely Ma'am and take care.
I'll miss you.
I'll never forget you.



xoxo
Elisa


"Out beyond ideas of wrongdoing and rightdoing, there is a field. 
I'll meet you there". 
J. Rumi









Tuesday, 27 September 2016

Mamme a scuola....Il mio post per Instamamme.


Mio figlio sta frequentando la scuola elementare qui a Sydney e, come spesso accade in quasi tutto il Mondo, una volta che i propri figli iniziano la scuola, in un certo modo la rincominciamo anche noi mamme. (In questo post parlerò solo delle mamme. La categoria dei papa' richiede un capitolo a parte ;-)).
In questi anni di frequentazione della scuola pubblica australiana, posso dire di essermi trovata di fronte a diversi tipi di mamme che qui di seguito elencherò in maniera del tutto "simpatica"....

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xoxo
Elisa

Thursday, 25 August 2016

Le domande stanno a zero.

Vi racconto una storia.

C'erano due donne diverse per eta', molto unite tra loro ed entrambe sopravvissute ad eventi catastrofici inimmaginabili: l'alluvione del Polesine del 1951, quella di Latisana del 1966 ed infine il terremoto del Friuli del 1976.

Queste donne, per ben due volte, persero la loro casa ed i loro affetti; videro crollare tutto: i lampadari, i muri, i ricordi di una vita e quelli di una giovinezza appena abbozzata.
Rimasero separate per giorni, perché una di loro, assieme ad altri bimbi, venne recuperata per prima, da sopra il tetto di quella che era la sua casa e venne portata in un centro d'accoglienza per sfollati.
A lei, essendo la piu' grandina, diedero subito l'incarico di preparare la colazione per i più piccolini.
Neppure il tempo di pensare, di rielaborare, di piangere.

Incredibilmente, sempre a lei, qualche anno dopo, una volta diventata donna, diedero il compito di prendersi cura di tutti quei poveretti che, in una notte di maggio, arrivarono in ospedale, dopo essere stati estratti dalle macerie.
Ancora a lei.
Di nuovo.
Neppure il tempo di pensare, di rielaborare, di piangere.

Non chiedete a queste donne come stanno.

Ad una glielo chiesi per anni sperando che mi rispondesse in maniera diversa dal solito e che, per una volta, quella vena di malinconia le uscisse dagli occhi.
Gia', perché, la sua risposta alla mia domanda, era sempre la stessa:
"Come vuoi che stia ninina?...Tiro avanti".
All' altra, anche se glielo chiedi, per reazione alla vita e a se' stessa, ti risponderà sempre:
"Bene, come vuoi che stia?!. C'e' gente che sta peggio di me".

Quindi, cari giornalisti d'assalto, abbiate la sensibilità di non chiedere:
"Come state?"
a quei poveri cristi che, il 24 Agosto 2016, alle tre di una sciagurata notte hanno perso tutto.
Non chiedetelo. Ne' ora. Ne' mai più.
Perche' loro, ormai, dal 25 Agosto 2016 stanno.
Sopravvivono.
Tirano avanti.

Chi ha avuto la sfortunata fortuna di sopravvivere, in mezzo alle macerie dei corpi e delle cose, non stara' mai più bene.
Si adatterà, si ricostruirà, si rimetterà. Ma sara' sempre una persona ricostruita, riassemblata, riamata. Felice?
Col tempo.
A ritmi alterni.
Bastera' infatti un rumore improvviso, un ululare strano dei cani, un'onda anomala che supera il collo e che toglie il respiro, una sirena, una porta che sbatte all'improvviso, una foto sbiadita, una collanina che non si trova, basterà questo, anche dopo molti anni, a far riaffiorare tutto. L'ansia, la paura e la desolazione di quei momenti, passati, ma mai dimenticati.

Quindi, cari giornalisti d'assalto, abbiate la premura di non chiedere:
"Che farete adesso?"
a quei poveri superstiti, perché senza di voi, loro, comunque faranno, ricostruiranno, cresceranno, ameranno, sopravviveranno.

Chi esce da tragedie come queste, non ha bisogno di domande. Ne' ora. Ne' mai piu'.
Ha bisogno di aiuto, di una spalla su cui piangere, di un posto dove dormire, di un lavoro, di una città nella quale tentare di rinascere, di un futuro nel quale sperare.

Le domande stanno a zero. Le chiacchere pure.

Io ho imparato molto dalla vita, dai racconti, dalle esperienze e dagli occhi di queste due donne.
Ad una non posso più fare domande. Ma spero che finalmente abbia trovato la pace e si sia concessa le più giuste risposte alle sue stessa domande.

All'altra, le domande continuo farle se non altro per riempirmi gli occhi e rinforzarmi l'anima, con la sua forte e grandiosa reazione alla vita, agli eventi e alle beffe del destino.
Con le sue lungimiranti e proverbiali risposte, spesso, rimetto tutto in equilibrio.

A chi sopravvive a tragedie come queste non c'e' nulla da chiedere.
Da loro e dalla loro dignità c'e' solo tanto da imparare.

xoxo
Elisa









Thursday, 14 July 2016

Connessioni

C'era mio suocero che teneva l'Albero di Natale tipo...fino a marzo.
E a me, quella cosa li', piaceva un sacco.
Lui diceva che l'Albero, oltre che abbellire la sua casa, lo rendeva felice.
Come dargli torto.
Io trovo anche meravigliose 
le luci di Natale che illuminano le terrazze
a maggio
e adoro le decorazioni sulle porte
a luglio.
Fuori luogo,
fuori tempo,
fuori moda,
fuori.
Mi fanno sorridere.
Ora poi, guardandole, mi ritrovo con un sorriso in più: quello del ricordo.

Tutto qui...
Pensieri nati da una "porta parlante".


xoxo
Elisa 

Friday, 8 July 2016

Divagazioni

Non restare immobile
sul bordo della strada
non congelare la gioia
non amare con noia
non ti salvare adesso
né mai
non ti salvare
non riempirti di calma
non appartare del mondo
solo un angolo tranquillo
non lasciar cadere le palpebre
pesanti come giudizi
non restare senza labbra
non t’addormentare senza sonno
non pensarti senza sangue
non ti giudicare senza tempo
però se
malgrado tutto
non puoi evitarlo
e congeli la gioia
e ami con noia
e ti salvi adesso
e ti riempi di calma
e apparti del mondo
solo un angolo tranquillo
e lasci cadere le palpebre
pesanti come giudizi
e ti asciughi senza labbra
e ti addormenti senza sonno
e ti pensi senza sangue
e ti giudichi senza tempo
e resti immobile
al bordo della strada
e ti salvi
allora
non restare con me.
"Non ti salvare" di Mario Benedetti, 
traduzione di Fabrizio Lorusso.

Wednesday, 29 June 2016

Giallo

Ha ragione la Signora Paola quando dice che il colore giallo fa pensare a suo figlio.
5 mesi senza verità.

C’era una volta, là 
dalle parti di Chissà,
il paese dei bugiardi.
In quel paese nessuno
diceva la verità,
non chiamavano col suo nome
nemmeno la cicoria:
la bugia era obbligatoria.

Quando spuntava il sole
c’era subito uno pronto
a dire: “Che bel tramonto!”
Di sera, se la luna
faceva più chiaro
di un faro,
si lagnava la gente:
“Ohibò, che notte bruna,
non ci si vede niente”.

Se ridevi ti compativano:
“Poveraccio, peccato,
che gli sarà mai capitato
di male?”
Se piangevi: “Che tipo originale,
sempre allegro, sempre in festa.
Deve avere i milioni nella testa”.
Chiamavano acqua il vino,
seggiola il tavolino
e tutte le parole
le rovesciavano per benino.
Fare diverso non era permesso,
ma c’erano tanto abituati
che si capivano lo stesso.

Un giorno in quel paese
capitò un povero ometto
che il codice dei bugiardi
non l’aveva mai letto,
e senza tanti riguardi
se ne andava intorno
chiamando giorno il giorno
e pera la pera,
e non diceva una parola
che non fosse vera.
Dall’oggi al domani
lo fecero pigliare
dall’acchiappacani
e chiudere al manicomio.
“È matto da legare:
dice sempre la verità”.
"Ma no, ma via, ma và…”
“Parola d’onore:
è un caso interessante,
verranno da distante
cinquecento e un professore
per studiargli il cervello…”
La strana malattia
fu descritta in trentatré puntate
sulla “Gazzetta della bugia”.

Infine per contentare
la curiosità
popolare
l’Uomo-che-diceva-la-verità
fu esposto a pagamento

nel “giardino zoo-illogico”
(anche quel nome avevano rovesciato…)
in una gabbia di cemento armato.

Figurarsi la ressa.
Ma questo non interessa.
Cosa più sbalorditiva,
la malattia si rivelò infettiva,
e un po’ alla volta in tutta la città
si diffuse il bacillo
della verità.
Dottori, poliziotti, autorità
tentarono il possibile
per frenare l’epidemia.
Macché, niente da fare.
Dal più vecchio al più piccolino
la gente ormai diceva
pane al pane, vino al vino,
bianco al bianco, nero al nero:
liberò il prigioniero,
lo elesse presidente,
e chi non mi crede
non ha capito niente.
"Il Paese dei bugiardi" di Gianni Rodari





































Tuesday, 28 June 2016

Giugno Instamamme: Italian style...in Australia

L'italianita' a Sydney, cosi' come in altre città dell'Australia, e' presente in numerosi aspetti della vita quotidiana. Basti pensare che, finita la Seconda Guerra Mondiale, l'immigrazione italiana in Australia divenne esponenziale. Si stima che dal 1949 al 2000, quello degli italiani provenienti dal Veneto, dalla Calabria e dalla Sicilia, fosse il terzo gruppo etnico per numero di immigrati, dopo gli inglesi e gli irlandesi. Attualmente, in base ai dati di alcune associazioni culturali italo-australiane, sembra che siano circa 1 milione le persone che hanno nella loro famiglia una qualche discendenza italiana.

Passati i primi tempi, molto duri e difficili per i nostri immigrati italiani, a distanza di anni, si può ora affermare che gli italiani siano perfettamente integrati all'interno della societa' australiana e che abbiano contribuito in maniera notevole allo sviluppo di questo Paese. Tutto ciò, nel corso degli anni, ha permesso di creare dei solidi legami politici ed economici tra i due Paesi.

In Australia, nomi italiani sono legati a numerose imprese, all'architettura, all'arte, alla moda, alla musica, allo sport, alla gastronomia e quant'altro.

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xoxo
Elisa












Saturday, 18 June 2016

Fotografie

Ci sono le fotografie.
Punto.

Poi ci sono le foto
"CHE".

Le foto "CHE"
sono sospese nel tempo,
fanno sognare ad occhi aperti;
riportano nel luogo,
nell'anno,
nel tempo in cui.

Le foto "CHE"
richiamano 
il profumo,
il sorriso di.

Le foto "CHE"
sono avvolte da un incantesimo.
Sono magiche.

La loro magia 
non e' in ciò che 
vedi
ma in cio' che 
senti 
mentre osservi.


xoxo
Elisa




Sunday, 22 May 2016

"Le parole respirano"...


Ci sara' sempre la poesia.

Spiraglio di luce.
Di dignita'.
Di liberta'.



xoxo
Elisa



IL PASSAGGIO DEI SENSI 
di A'isha Arna'ut, poetessa Siriana

Dove finisce l’onda
e dove inizia il mare?

Dove finisce il corpo
e dove inizia l’ombra?

Dove finiscono le tenebre
e dove inizia la luce?

Le parole respirano fuori dalla loro cornice
i sensi si increspano e si distendono
simili a un oceano di un cerchio
il cui centro è inesistente.

Non siamo altro che una
delle probabilità dell’esistenza.

La nostra vita
è un buffo insieme di dubbi
un equivoco di possibilità concesse.

Mi rivolgo a ciò che è informe
procedo verso il nascondiglio.

Quando cercherò di raccogliere l’esperienza?
Come potrò trovare l’imbarcazione
nell’annullamento del tempo e dello sviluppo che retrocede?

La luce non ha forma
l’onda non ha confini
l’io non ha facciate
la passione non ha orizzonti.

Sii luce
onda
passione.

Sii te stesso.

















Tuesday, 17 May 2016

Per Instamamme: Australia ed economia: ma e' tutto oro quello che luccica?

Secondo i dati che compaiono sull'' OECD Better Life Index , l'Australia risulta essere uno dei Paesi al Mondo con la più alta qualità di vita. La società australiana, in ambito lavorativo, e' inoltre fiera di sostenere le pari opportunità e il cosi' chiamato "Fair Go": concetto meritocratico secondo il quale non esistono distinzioni di classe ed i traguardi raggiunti devono esclusivamente nascere dal talento, dal lavoro e dall’impegno individuale senza  dipendere dal luogo di nascita o da particolari appoggi e/o "aiutini" esterni. 
Il concetto di uguaglianza e di pari opportunità, in ambito lavorativo, implica il rispetto reciproco, la tolleranza e la correttezza. Le persone che lavorano in Australia godono di diritti e di tutele; le condizioni lavorative ed il salario minimo sono definiti dalla legge. 

Entrando nello specifico, bisogna ricordare che il territorio australiano e' molto vasto, parliamo di una superficie di circa 7.617.930 km², ma su questa immensità ci vivono poco più di 23 milioni di abitanti per lo più distribuiti nelle principali città. Di questi abitanti, circa il 72%, in un' età compresa tra 15 e 64 anni, ha un impiego; in particolare, circa il 78% degli uomini ha un lavoro retribuito, percentuale che scende intorno al 66% per le donne.

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xoxo
Elisa


Sunday, 8 May 2016

Buona Festa della Mamma

"...perché dall’amore di una mamma così come la nostra, purtroppo o per fortuna, non c’è via di scampo..." Cit.Film "La prima cosa bella", 2010.

Con le parole tratte da un film, secondo me molto bello, auguro una Buona Festa della Mamma a tutte le mamme.

A quelle del presente, del passato e del futuro.
Alle mamme che stanno imparando ad esserlo.
Alle donne che sono mamme nel cuore e nello spirito. 

Ti voglio bene mamma❤️https://www.youtube.com/watch?v=cnrOQGwKxzwlin

Tuesday, 26 April 2016

Per Instamamme: Il valore della poesia.

Passioni...Di passioni ne' ho tante. Alcune le porto con me da anni, altre le ho perse per strada negli inevitabili cambiamenti della vita. 
Se ripenso per esempio a quattro anni fa e alla pragmatica economia della vita che mi ha imposto di impacchettare, la mia di vita, dentro a quattro scatoloni di cartone, per trasferirmi a Sydney, devo dire che qualche passione l'ho lasciata alle spalle, seppur gelosamente riposta e ben custodita, nei meandri della soffitta della mia vecchia casa. 

Ho riposto infatti dentro ad un baule, il mio kit per il giardinaggio, cosi' come i miei glitter e le tempere per colorare e l'impastatrice per la pasta fatta in casa. Ma, cosi' come ho temporaneamente messo in stand by alcune piccole passioni, posso dire che in questi anni a "testa in giu'" ne ho acquisite delle altre. 
Ho iniziato a scrivere e a raccontarmi sul mio blog. Sono diventata più sportiva di quanto non lo fossi anni fa. Mi sto appassionando alla vela e al golf. Amo e seguo la ginnastica artistica cosi' come adoro fare delle lunghe camminate in mezzo alla natura. Inoltre sto imparando ad apprezzare sempre di piu' la fotografia e, nonostante le mie inquadrature siano ancora molto primitive, la mia macchina fotografica e l'emozione che provo nel fare gli scatti, mi stanno regalando molte soddisfazioni.

Ma in tutto questo fluire di vecchi e nuovi interessi la mia più grande passione, che mi porto nel cuore da molto tempo, e' la lettura di romanzi e soprattutto di poesie. Penso infatti che la poesia abbia un ruolo fondamentale nella mia vita.

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xoxo
Elisa

Tuesday, 22 March 2016

22 Marzo 2016

"O si cambia,
o tutto si ripete".

di T.Terzani













                                                             Image Copyright: Banksy-Murales in Bethlehem-2007



                                                                             

Wednesday, 16 March 2016

"Dinosauria, We".


1993. 
Bukowski, per una volta, non parla di se stesso ma riflette sull'Umanità, sul Mondo e scrive a modo suo questa poesia. 

Molti anni sono passati dal '93, ma il suo scritto e' tristemente attuale.
Nonostante le sue parole, crude, amare e che ti "buttano in faccia" delle verità, io credo e voglio il Sole. Sempre e comunque.
In questo capitolo e nei successivi.

xoxo
Elisa

"Dinosauria, We" 
by Charles Bukowski, 1993

Born like this 
Into this 
As the chalk faces smile 
As Mrs. Death laughs 
As the elevators break 
As political landscapes dissolve 
As the supermarket bag boy holds a college degree 
As the oily fish spit out their oily prey 
As the sun is masked 
We are 
Born like this 
Into this 
Into these carefully mad wars 
Into the sight of broken factory windows of emptiness 
Into bars where people no longer speak to each other 
Into fist fights that end as shootings and knifings 
Born into this 
Into hospitals which are so expensive that it’s cheaper to die 
Into lawyers who charge so much it’s cheaper to plead guilty 
Into a country where the jails are full and the madhouses closed 
Into a place where the masses elevate fools into rich heroes 
Born into this 
Walking and living through this 
Dying because of this 
Muted because of this 
Castrated 
Debauched 
Disinherited 
Because of this 
Fooled by this 
Used by this 
Pissed on by this 
Made crazy and sick by this 
Made violent 
Made inhuman 
By this 
The heart is blackened 
The fingers reach for the throat 
The gun 
The knife 
The bomb 
The fingers reach toward an unresponsive god 
The fingers reach for the bottle 
The pill 
The powder 
We are born into this sorrowful deadliness 
We are born into a government 60 years in debt 
That soon will be unable to even pay the interest on that debt 
And the banks will burn 
Money will be useless 
There will be open and unpunished murder in the streets 
It will be guns and roving mobs 
Land will be useless 
Food will become a diminishing return 
Nuclear power will be taken over by the many 
Explosions will continually shake the earth 
Radiated robot men will stalk each other 
The rich and the chosen will watch from space platforms 
Dante’s Inferno will be made to look like a children’s playground 
The sun will not be seen and it will always be night 
Trees will die 
All vegetation will die 
Radiated men will eat the flesh of radiated men 
The sea will be poisoned 
The lakes and rivers will vanish 
Rain will be the new gold 
The rotting bodies of men and animals will stink in the dark wind 
The last few survivors will be overtaken by new and hideous diseases 
And the space platforms will be destroyed by attrition 
The petering out of supplies 
The natural effect of general decay 
And there will be the most beautiful silence never heard 
Born out of that. 
The sun still hidden there 
Awaiting the next chapter...

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Nati cosi
in mezzo a tutto questo
tra facce di gesso che ghignano
e la signora Morte che se la ride
mentre gli ascensori si rompono
mentre gli orizzonti politici si dissolvono
mentre il ragazzo della spesa del supermercato ha una laurea
mentre i pesci sporchi di petrolio sputano la loro preda oleosa
e il sole è mascherato
siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra queste guerre attentamente matte
tra la vista di finestre di fabbrica rotte di vuoto
in mezzo a bar dove le persone non si parlano più
nelle risse che finiscono tra sparatorie e coltellate
siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
in un Paese dove le galere sono piene e i manicomi chiusi
in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo
nati in mezzo a tutto questo
ci muoviamo e viviamo in tutto ciò
a causa di tutto questo moriamo
castrati
corrotti
diseredati
per tutto questo
ingannati da questo
usati da questo
pisciati addosso da questo
resi pazzi e malati da questo
resi violenti
resi inumani
da questo
il cuore è annerito
le dita cercano la gola
la pistola
il coltello
la bomba
le dita vanno in cerca di un dio insensibile
le dita cercano la bottiglia
le pillole
qualcosa da sniffare
siamo nati in questo essere letale triste
siamo nati in un governo in debito di 60 anni
che presto non potrà nemmeno pagare gli interessi su quel debito
e le banche bruceranno
il denaro sarà inutile
ammazzarsi per strada in pieno giorno non sarà più un crimine
resteranno solo pistole e folle di sbandati
la terra sarà inutile
il cibo diventerà un rendimento decrescente
l'energia nucleare finirà in mano alle masse
il pianeta sarà scosso da un'esplosione dopo l'altra
uomini robot radioattivi si inseguiranno l'un l'altro
il ricco e lo scelto staranno a guardare da piattaforme spaziali
l'inferno di Dante sarà fatto per somigliare ad un parco giochi per bambini
il sole sarà invisibile e sarà la notte eterna
gli alberi moriranno
e tutta la vegetazione morirà
uomini radioattivi si nutriranno della carne di uomini radioattivi
il mare sarà avvelenato
laghi e fiumi spariranno
la pioggia sarà il nuovo oro
la puzza delle carcasse di uomini e animali si propagherà nel vento oscuro
gli ultimi pochi superstiti saranno oppressi da malattie nuove ed orrende
e le piattaforme spaziali saranno distrutte dalla collisione
il progressivo esaurimento di provviste
l'effetto naturale della decadenza generale
e il più bel silenzio mai ascoltato
nascerà da tutto questo
il sole nascosto
attenderà il capitolo successivo... 









Tuesday, 15 March 2016

Questo mese su Instamamme: Il peso dei numeri.

Analizzando alcuni dati statistici pubblicati dall' Australian Bureau of Statistics e dal Workplace Gender Equality Agency risulta che l'Australia, sebbene sia per moltissimi aspetti un paese moderno ed emancipato, dal punto di vista del mercato del lavoro e' ancora una Nazione in cui gli uomini continuano a detenere notevoli vantaggi, come del resto accade anche in altre parti del Mondo.

Quello che vi propongo di seguito e' stato ribattezzato "Australia's Triangle of Shame" ("Triangolo della Vergogna"). E' facile comprendere il perché. Le posizioni dirigenziali e manageriali sono ancora nelle mani degli uomini e per una donna e' un'impresa molto difficile raggiungere tali vertici.


Fonte: Proportion of women by management category in 2014-15. Picture: Workplace Gender Equality Agency


A tutto ciò si aggiunge che :

  • 24% e' la differenza media salariale tra uomo e donna
  • 14.8% e' la percentuale delle donne che nel 2012 ha subito molestie sessuali da parte di un uomo identificate per la maggior parte come "commenti inappropriati".

Leggendo questi dati e' evidente che anche in Australia, la strada per l'uguaglianza in campo lavorativo e' ancora lunga. E' comunque doveroso sottolineare che, per conciliare famiglia ed educazione dei figli, molte donne, potendoselo ancora permettere, scelgono di non lavorare (28%); mentre altre optano per carriere meno prestigiose, potendo comunque contare su una vasta e soddisfacente gamma di opportunità professionali part-time.

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xoxo
Elisa

Friday, 11 March 2016

1000 grani di anima.

Amo il Melograno. Antico. Bello. Magico.
Mi riporta alle storie Persiane, infinite, affascinanti della furba ed intelligente Shahrazad. 
Mi piace. Mi piace proprio.
Il fiore ha un colore meraviglioso e sensuale. 
Il frutto e' dolce ed aspro allo stesso tempo. 
Adoro il tempo e la pazienza che bisogna avere per mangiarlo. Ogni grano ha un sapore diverso. 
La Melagrana e' donna: un involucro spesso, forte e con dentro 1000 grani diversi. 1000 grani di anima.

xoxo
Elisa